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Paragrafo 5 . L'impero napoleonico: la potenza militare e la fragilit

della costruzione politica.

     
All'indomani  delle  nozze imperiali la potenza di Napoleone  sembrava
perfettamente  solida; gran parte dell'Europa era ormai sottoposta  al
suo  dominio  diretto o indiretto e in Francia poteva  contare  su  un
vasto consenso. A celebrazione della grandezza imperiale, a Parigi  si
costruivano palazzi, archi di trionfo, colonne, templi, strade, piazze
e ponti. Le glorie e gli ideali napoleonici

[Cartina non riportata: L'Europa napoleonica intorno al 1812].

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erano  esaltati anche dalla scultura, nella quale predominava lo stile
neoclassico secondo la lezione di Antonio Canova, e dalla pittura, che
ebbe come esponenti pi significativi Jacques-Louis David, Pierre-Paul
Prud'hon  e  Jean-  Auguste-Dominique Ingres. Lo "stile  Impero",  una
corrente  del  neoclassicismo,  furoreggiava  nell'arredamento,  nella
ceramica, nell'oreficeria, nella moda e nelle arti minori in genere.
     Dietro  tale ostentazione di potenza si celavano per  non  pochi
fattori  di  fragilit. Nei territori annessi  e  in  quelli  vassalli
dell'impero, la realizzazione di stati unitari al posto del precedente
frazionamento   politico,  l'allontanamento  dei   sovrani   assoluti,
l'abolizione  dei  privilegi  feudali,  insieme  all'introduzione   di
riforme  in  campo amministrativo, giudiziario, fiscale e  scolastico,
avevano determinato un notevole ammodernanento del sistema politico  e
uno  sviluppo  delle potenzialit economiche. Contemporaneamente  per
quei  paesi  erano stati subordinati agli interessi e  alle  direttive
della Francia, nei confronti della quale ora cominciava a manifestarsi
una  crescente  opposizione. Di essa erano protagoniste  non  solo  le
plebi  urbane  e  rurali,  ma  anche quella  stessa  classe  dirigente
formatasi   in   seguito   ai   mutamenti  politico-sociali   prodotti
dall'espansione  napoleonica e composta da esponenti dell'aristocrazia
illuminata  e  della  borghesia degli affari e delle  professioni.  Le
prime,  rimaste  in condizioni di emarginazione economica  e  sociale,
dettero  vita a rivolte per lo pi violente e disordinate; la seconda,
emancipatasi  grazie  al  ruolo svolto  nella  costruzione  dei  nuovi
regimi,  fin  per acquisire una coscienza nazionale  che  non  poteva
conciliarsi con il dispotismo napoleonico.
     La  rivendicazione della libert e dell'indipendenza dei  popoli,
usata  dai francesi come arma ideologica contro le monarchie  europee,
si  ritorceva  ora contro di loro. Esemplare in tal  senso  fu  quanto
accadde in Spagna: le cortes, riunite a Cadice assediata dalle  truppe
napoleoniche,  il  18  marzo  1812 approvarono  una  costituzione  sul
modello di quella francese del 1791.
     Nel  luglio dello stesso anno anche in Sicilia, su pressione  del
comandante  del  presidio militare britannico lord  William  Bentinck,
venne varata una costituzione che introdusse un sistema bicamerale sul
modello inglese.
     L'ostilit  contro l'imperialismo napoleonico  si  manifest  con
maggiore  intensit  nell'area  germanica,  dove  traeva  forza  dalla
esaltazione  delle tradizioni e dei valori nazionali. Fondamentale  fu
l'opera svolta dagli intellettuali; uno dei principali animatori della
propaganda  nazionalista fu il filosofo Johann Gottlieb Fichte  con  i
suoi  Discorsi  alla  nazione tedesca del  1808.  In  Prussia  inoltre
l'attuazione  di  un  piano  di riforme in  vari  settori  della  vita
pubblica  favor un rafforzamento economico, politico e militare,  che
consent  allo stato tedesco di opporsi con sempre maggiore  efficacia
al dominio francese.
     Altra  grave  causa  di fragilit dell'impero napoleonico  fu  il
fallimento del blocco continentale. Questo infatti fu aggirato  da  un
esteso   contrabbando   e  non  produsse  gravi   danni   all'economia
britannica, che poteva contare su un vastissimo mercato extraeuropeo e
sull'espansione di quello interno. Notevolmente compromessa ne risult
invece   l'economia  dei  paesi  europei,  specialmente  nei   settori
industriale e commerciale.
     Il  blocco  continentale  ebbe ripercussioni  negative  anche  in
Francia, dove caus un aggravamento della crisi economica in atto  gi
dal 1810. La difficolt nel rifornimento delle materie prime caus  un
rallentamento della produzione industriale, specialmente  nel  settore
tessile; numerose imprese fallirono
     
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     e   molti   operai  restarono  disoccupati.  Ad  appesantire   la
situazione  intervenne  l'aumento dei prezzi agricoli,  provocato  dai
cattivi raccolti, che and ad aggiungersi all'inasprimento dei dazi  e
delle  imposte di consumo. Il peggioramento delle condizioni  di  vita
fece  calare  la  popolarit di Napoleone, gi  ridotta  a  causa  del
trattamento  inflitto  al pontefice e in seguito  alle  continue  leve
militari,  che sottraevano al lavoro dei campi un numero crescente  di
giovani, molti dei quali poi morivano in battaglia.
     Nonostante  questi  fattori di fragilit il  dominio  napoleonico
appariva  sostanzialmente intatto, perch restava inalterato  uno  dei
suoi  massimi  sostegni, cio la potenza militare (la "grande  armata"
contava pi di un milione di uomini, grazie anche al contributo  degli
stati  vassalli);  quando  anche questa cominci  a  vacillare,  dalla
fragilit si and rapidamente verso il crollo.
